Psicoterapia e Psichiatria

Combattiamo il Covid-19 con l’arma più potente che abbiamo: il pensiero positivo

Combattiamo il Covid-19 con l'arma più potente che abbiamo_ il pensiero positivo

A tutti i Medici, ai Responsabili dell’OMS, ai Virologi, agli Infettivologi, agli Psichiatri, agli Psicologi, ai Pediatri, ai Professori Universitari di Informatica, ai Governanti e a tutti i Cittadini Italiani.

Sono giorni di profonda incertezza quelli che stiamo vivendo, giorni pesanti che fanno seguito ad un periodo altrettanto cupo che ci ha destabilizzato nelle convinzioni e nelle consapevolezze maturate fino ad oggi. Inquietanti e disorientanti le notizie che ogni giorno ascoltiamo dai media. Un solo esempio su tutti: a Milano 3mila bambini sono stati esclusi a sorpresa dalla scuola dell’infanzia. È stato cancellato un diritto innegabile a più di 2500 famiglie senza offrigli prospettive differenti o alternative. Il problema Covid-19 è innegabile e rischia di inficiare nuovamente e ulteriormente il nostro futuro prossimo. Ma se potessimo fronteggiarlo ed abbatterlo efficacemente attraverso un’alternativa medica, in attesa del vaccino? Perché quello che non si prende in considerazione è il fatto che, se oltre alla terapia fisica, venisse utilizzata anche la terapia psichica, il problema Covid-19 potrebbe essere arginato in pochi mesi;  mentre se si operasse nell’oggi un intervento preventivo sugli scolari e sugli studenti, dalla scuola materna all’Università, ad ottobre si potrebbe iniziare l’insegnamento scolastico senza problemi di distanza, di mascherina, dei banchi, nonché del richiamo in servizio di migliaia di insegnanti con relativa spesa.

 

Egregi Signori,                                                                                                                                                               

desidero mettere a disposizione la mia esperienza, le mie ricerche e i miei studi per supportare le istituzioni, sanitarie in primis, contro la partita più ardua che il mondo sta combattendo: quella contro il Covid-19.

Le mie ricerche e l’esperienza sul campo mi hanno portato a superare il condizionamento operato dal dualismo, sviluppato più di parecchi secoli fa dal filosofo Cartesio, che ha considerato la mente e il corpo come due entità distinte, da trattare separatamente. Questo paradigma della medicina tuttora domina il pensiero medico, che finisce con il trascurare la parte psicologica nell’intervento terapeutico, proprio come sta accadendo anche nella cura della pandemia da Covid-19. Per questo ho abbracciato con interesse precipuo la Psiconeuroendocrinoimmunologia, disciplina che mette assieme ciò che non doveva essere separato: essa studia le relazioni che si sono rivelate bidirezionali tra psiche e sistemi biologici quali quello endocrino ed immunitario.

Sono il Dott. Giovanni Spaggiari, medico psichiatra, specialista in psicologia, psicoterapeuta in logoterapia e analisi esistenziale, esperto del Metodo Audiopsicofonologico secondo Tomatis, inventore del training di rilassamento Metodo Bernadette.

Ho esercitato la mia professione all’Ospedale Psichiatrico S. Lazzaro di Reggio Emilia diventandone primario psichiatra e come primario di psichiatra del Centro di Medicina psicosomatica dell’ASL di R.E., in cui si utilizzavano tecniche terapeutiche senza psicofarmaci. Attualmente esercito la mia professione presso lo “Studio Bernadette – Progetto Aretè” di Reggio Emilia.

Se vogliamo vincere questa battaglia, non possiamo più permetterci di perdere tempo: dobbiamo provare ad agire con gli strumenti che attualmente abbiamo da mettere in campo.

Il battage mediatico degli ultimi sei mesi è stata la prima influenza cui abbiamo dovuto far fronte e combattere quotidianamente.

Una pioggia incessante di informazioni e sollecitazioni negative e claustrofobiche che la nostra mente ha dovuto ricevere ed elaborare, non senza conseguenze sul nostro fisico.

La nascita della Psiconeuroendocrinoimmunologia

I primi studi sulle relazioni tra i sistemi psichico, endocrino e immunitario risalgono agli anni 1920- ‘30, ma è solo nel 1989 che Edwin Blalock, fisiologo dell’Università dell’Alabama, dimostra che la comunicazione è realmente bidirezionale e che i linfociti (i globuli bianchi che stanno nel timo, nella milza, nel midollo osseo e nei nodi linfatici), oltre ad essere truppe avanzate del sistema immunitario, sono al contempo recettori per ormoni e neuro-trasmettitori prodotti dal cervello e producono ormoni e neuro-trasmettitori del tutto simili a quelli del cervello.

Blalock ha dimostrato non solo che i tre sistemi comunicano tra loro, ma che la comunicazione è bidirezionale, cioè va dal cervello alle cellule deputate alla difesa immunitaria, e da queste al cervello, così come alle cellule endocrine e a quelle immunitarie e viceversa. Nasce così la Psiconeuroendocrinoimmunologia.

Lo stretto legame tra sistema nervoso e sistema immunitario

Questo ci insegna che in qualsiasi intervento terapeutico è indispensabile intervenire sulla parte fisica, ma anche su quella psichica ed è quello che vorrei suggerire anche in questa situazione di emergenza sanitaria.

Non siamo tutti un po’ o anche molto stressati? E i medici, gli infermieri, i volontari non sono soggetti ad uno stress psico- fisico maggiore di tutti gli altri, sia per l’orario di lavoro che per le emozioni generate dalle situazioni dei pazienti? E lo stress non intacca e rende più debole il nostro sistema immunitario?

Per spiegare plasticamente la situazione che, come abbiamo detto, tiene i tre sistemi, nervoso, endocrino ed immunitario, in stretta comunicazione bidirezionale, è come questi fossero come vasi comunicanti, per cui lo stress del sistema nervoso indebolisce anche il sistema immunitario che non riesce a difendere il nostro organismo. Se noi potessimo rinforzare il nostro sistema immunitario attraverso il sistema nervoso, avremmo un grande aiuto. Ed è quello che è successo utilizzando tecniche psicologiche anche sui tumori maligni ove non sono stati rari i casi in cui pazienti siano sopravvissuti e oggi testimonino la loro guarigione e la ripresa ad una vita normale.

Tengo a sottolineare che nel mio operare non prevedo nel caso di tumori maligni di eliminare le cure fisiche come l’intervento chirurgico, la chemioterapia e la radioterapia.

Il COVID-19 ha stravolto la nostra quotidianità.

Ma il punto è: Come riprendere una vita normale. Come fare?

È un intervento psicologico semplice, facile da realizzare: si basa sull’ascolto di Tecniche Antistress che riducono in modo significativo lo stress o lo eliminano totalmente. È indispensabile aggiungere la Visualizzazione.

Metodo Bernadette e Metodo Audiopsicofonologico: validi aiuti per ridurre realmente lo stress in modo significativo o eliminarlo in modo totale.

Sono disponibile ad una sperimentazione mettendo a disposizione del personale sanitario e dei volontari una seduta del Metodo Bernadette, un training di rilassamento capace di ridurre significativamente lo stress.

Il training consiste in una traccia audio della durata di mezz’ora, da ascoltare tre volte al giorno: al mattino prima di partire per l’Ospedale, a mezzogiorno ed una volta al ritorno dall’Ospedale stesso. Il training deve essere ascoltato per 12 giorni consecutivi.  All’ascolto va abbinato un processo di visualizzazione.

Sono altresì disponibile a consegnare il Metodo Audiopsicofonologico su un I-pad contenente il programma che dovrà essere ascoltato due ore al giorno per 15 giorni consecutivi.

Questa tecnica va spesso in profondità e ricarica anche fisicamente la persona. Anche questo Metodo va abbinato alla Visualizzazione.

Una massima del Dalai Lama è molto calzante per spiegare il senso del mio discorrere:

“Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo.”

L’uomo ha solo due modi di pensare: o negativo o positivo. Il periodo difficile che stiamo vivendo, a causa del diffondersi della pandemia, delle morti e di notizie non certo incoraggianti, ci porta facilmente ad avere pensieri negativi, che aumentano il nostro stress diminuendo le nostre difese immunitarie. Possiamo paragonarlo all’introduzione nel nostro organismo di palline nere che contengono una polverina velenosa che ci danneggia. Se invece introduciamo un pensiero positivo nel nostro cervello introduciamo una pallina verde che stimola alla speranza, che il paziente non aveva più e non gli dava la forza, lo sprone per lottare.

Dunque, per rafforzare il sistema immunitario indirettamente dobbiamo introdurre nel cervello palline verdi che sono appunto le visualizzazioni.

Visualizzare vuol dire cercare di rivedere con gli occhi della mente un’esperienza positiva che ci ha portato gioia e serenità. Questa esperienza, che è tuttora presente nel nostro cervello, viene richiamata alla mente e ci trasmette un pizzico di felicità come la prima volta che l’abbiamo vissuta. Tanti pizzichi di felicità danno una felicità grande.

Per farlo, ciascuna persona dovrà mettere per iscritto una esperienza personale ricca di queste caratteristiche: gioia e serenità. Può essere una gita in montagna, una giornata di pesca, la giornata del matrimonio, la nascita di un figlio, la visita ad una mostra, un giro in una città e così via.

Ecco un esempio per un amante della montagna:

“Mi piace molto fare passeggiate in montagna: mi mette di buon umore il solo pensare di partire per una di queste gite. Quest’estate sono partito per una di queste. Già al mattino presto, quando mi vestivo di tutto punto e preparavo lo zaino con tutto l’occorrente, mi sentivo molto gioioso, ero di buon umore e canticchiavo. Ho fatto una colazione abbondante ed ero sempre più allegro; mi sono unito ad un gruppo di amici coi quali ci cimentiamo sui monti: anche gli altri erano “carichi” e questo buon umore era diffusivo. Siamo partiti imbroccando un sentiero che dopo poco cominciava a salire per il bosco. Mi dava molta gioia il salire a passo cadenzato, mentre i raggi del sole passando attraverso i rami e le foglie colpivano i nostri corpi portandoci una gioia piena, sempre più forte. La salita si era fatta più dura, ma questa sfida con noi stessi serviva a renderci più sicuri e contenti. Poi gli alberi del bosco finirono e ci trovammo in un prato ricoperto da un’erba folta e poco più in su vedemmo una malga vicino alla quale si scorgeva una fontana. Una cosa così semplice mi riempì di gioia tanto che tutti giocammo con l’acqua spruzzandoci come bambini. Mi stupivo che un gioco così infantile mi desse tanta gioia, eppure mi sembrava una cosa davvero molto divertente, quasi irrefrenabile. Dopo aver riempito le borracce ripartimmo per l’ultimo tratto che ci portò in cima a quella punta che volevamo raggiungere. Fu una cosa meravigliosa: era la conquista di una punta sconosciuta, ma la bellezza dello spettacolo che era davanti ai nostri occhi mi diede una gioia che sembrava uscire da tutti i pori. È stata una giornata memorabile; il solo ricordo ha su di me una influenza rara: mi dona sempre tanta serenità.”

Ognuno deve descrivere una sua esperienza gioiosa e rasserenante. La deve inviare per mail al mio indirizzo (giovanni.spaggiari@studiobernadette.it) affinché io la possa controllare e mettere sotto forma di seduta di rilassamento. La farò registrare su CD o trasmettere sul vostro cellulare. Dovrà essere ascoltata per cinque volte durante la giornata, (al mattino, a metà mattinata, a pranzo, a metà pomeriggio, alla sera) per combattere le palline nere, perché è il pensiero positivo che combatte lo stress e ricarica il sistema nervoso che, a sua volta, ricarica il sistema immunitario e lo rende molto più forte e capace di vincere il Covid-19. Se siamo stressati non stanchiamoci di risentirlo.

Potrete scaricare la seduta del Metodo Bernadette che troverete sul nostro sito (https://www.studiobernadette.it/musicoterapia/training-rilassamento/).

La sperimentazione presso le strutture ospedaliere che vorranno accogliere il mio invito dovrà essere impostata su due gruppi: uno su 10 persone comprendente medici, infermieri e volontari, il secondo dovrà essere composto da dieci pazienti, se sarò accolto.

Per quanto riguarda l’applicazione del metodo nelle scuole, propongo un intervento preventivo utilizzando preferibilmente il Metodo Audiopsicofonologico, sempre in abbinamento alla Visualizzazione. Per la scuola Materna e quella elementare sarà necessario il progetto Mozart e i cartoni animati, solo quelli che riempiono di gioia e fanno molto ridere.

Qualora la mia proposta fosse di Vostro interesse o voleste meglio comprendere e/o approfondire il metodo terapeutico che propongo, non esitate a contattarmi presso lo Studio Bernadette – Progetto Aretè di Reggio Emilia (tel. 0522 920640).

Auguro a tutti Voi un buon lavoro e vi esorto ad accogliere il mio invito per iniziare da subito la guerra alle palline nere.

Un gioioso e caloroso saluto!

Dott. Giovanni Spaggiari - Psichiatra a Reggio Emilia

DOTT. GIOVANNI SPAGGIARI

Neuropsichiatra e specialista in Psicologia