Psicoterapia e Psichiatria

La fibromialgia e la sua nebbia cognitiva: cosa significa “fibrofog”?

La fibromialgia e la sua nebbia cognitiva_ cosa significa “fibrofog”_

Etimologicamente parlando, il termine fibromialgia deriva dal latino “fibra” che indica le strutture connettivali fibrose, come legamenti e tendini e dai due vocaboli greci “myo” (muscolo) e “algos” (dolore) che fanno, invece, riferimento ai dolori muscolari. Nel rispetto della scienza etimologica è, quindi, possibile definire la sindrome fibromialgica come un quadro morboso associato sia a un senso di tensione che di rigidità assiale che si presentano, prevalentemente, a livello dei muscoli, dei legamenti e dei tendini, causando un dolore muscolo-scheletrico cronico e diffuso. Questo quadro clinico è, però, molto più complesso, in quanto caratterizzato anche da un’ampia varietà di sintomi clinici di accompagnamento, tra cui i disturbi cognitivi.

Cosa significa soffrire di disturbi cognitivi?

Avere deficit/disturbi cognitivi significa che le funzioni cognitive, ossia tutti quei processi attraverso i quali un individuo percepisce, registra, mantiene, recupera, manipola, usa ed esprime informazioni, risultano essere deficitarie o funzionare al di sotto della norma. I soggetti che soffrono di sindrome fibromialgica riportano, molto spesso, problematiche di questo tipo che, con il tempo, sono state riconosciute e identificate dalla comunità scientifica in una caratterizzazione cognitiva specifica indicata con il termine di Fibrofog, ossia “nebbia cognitiva”.

Perchè si parla di “nebbia cognitiva”?

Con questo concetto si vogliono indicare tutte quelle problematiche di tipo neuropsicologico che affliggono le persone con fibromialgia da un punto di vista della velocità psicomotoria, della capacità di apprendimento, della fluenza verbale, delle abilità di attenzione e della memoria a breve termine. Chi soffre di fibromialgia racconta, frequentemente, di non ricordarsi lo scopo di un’azione che aveva intrapreso, di dimenticare ciò che stava svolgendo poco prima, d’incespicarsi durante il linguaggio verbale non trovando le giuste parole o sbagliandole, di perdere il filo del discorso, di scrivere, anche al computer, frasi o parole non corrette e, soprattutto, di perdere facilmente l’attenzione, otre che di ritrovarsi in uno stato di confusione generale.

Si ritiene che le cause di questo impoverimento cognitivo siano rintracciabili nelle variazioni funzionali dell’attività cerebrale e siano amplificate dalla depressione, dall’ansia, dal dolore, dai disturbi del sonno e dalle anomalie del sistema endocrino.

Come si trattano questi disturbi?

Ad, oggi, non esistono dei farmaci specifici pensati per il trattamento e la cura di tali disturbi cognitivi, ma il conoscere la reale associazione esistente tra queste problematiche e gli stati ansioso-depressivi ci permette di programmare interventi psicoterapici mirati sul paziente e finalizzati a ridurre l’insieme della sua sintomatologia. È sempre opportuno ricordare che la fibromialgia è una reale patologia e come tale va affrontata!

DOTT.SSA GIULIA MERLI

PSICOLOGA

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