Psicoterapia e Psichiatria

“Lettera a ……”: Giornata Mondiale della Sindrome di Down

Giornata Mondiale della Sindrome di Down

Per la Giornata Mondiale della Sindrome di Down ho chiesto a M di raccontarsi, di scrivere una lettera aperta che parlasse di lei e di lei con la Trisomia 21. Il risultato è unico, toccante: una miscela di profonda umanità mista a normalità e semplicità. Mi sono allora ricordata quanto letto, tempo fa, dal libro di Ruffini “La Sindrome di Up”:
«Quando vado in giro vedo tanta gente musona, lamentosa, polemica, gente che sembra contenta di essere infelice. Allora mi sono chiesto: e se essere infelici fosse normale? Ma poi cos’è la normalità? C’è qualcuno più normale o più diverso? E rispetto a chi? La verità è che la vita è fatta di up e down : siamo tutti up quando le cose vanno come vogliamo e siamo down quando invece non rispettano le nostre aspettative. La cosa curiosa è che essere up è la condizione che caratterizza maggiormente le persone che hanno la sindrome di Down. Non so perché, sarà nel DNA, in quel cromosoma in più, ma è così. Per loro è più facile essere felici. Hanno una fiducia, una confidenza con la felicità che a me spesso manca. Forse perché per un’anomalia genetica hanno scoperto tesori inestimabili: la manifestazione dell’affettività, la risata contagiosa, la predisposizione al sorriso, il piacere di stare insieme, la meraviglia per le piccole cose. Sono i miei super-eroi, perché hanno il potere inconsapevole non solo di compiere l’impossibile, ma anche di insegnarti a fare altrettanto.» (Paolo Ruffini)

LETTERA A ……

Mi chiamo M, ho 18 anni, vivo in provincia di Reggio Emilia da 5 anni. Ho una sorella e un fratello. Vengo da Napoli. Frequento il liceo, il 5^ anno, ho il massimo dei voti e ne vado fiera!
Ho tante passioni: la mia prima passione è la danza. Poi ne ho altre: il pattinaggio e l’equitazione. Ho anche delle passioni che hanno tutte le ragazze della mia età: la moda e il make up.
Nel mio futuro io vedo che sarò me stessa, che non mi arrenderò davanti a niente, camminerò a testa bella alta. E mi augurerei di cambiare la mia vita al meglio; nel senso lavorativo spero di aprire un’accademia di danza tutta mia.
Mi baso spesso su quello che vedono gli altri di me, perché mi guardano dall’alto al basso, poi quando vado a casa e mi guardo allo specchio non riesco a vedere chi sono. In alcuni momenti riesco a essere chi sono, con delle persone che mi conoscono e sanno come sono fatta.
Sappiamo che il 21 marzo è la festa mondiale della sindrome di Down: per me è come una mia festa e inizio a fare delle cose per me stessa.
“La vera bellezza è quella che mi riflette l’anima”: questa è una mia citazione! Vuol dire che io non è che sono bella solo fuori, sono bella anche dentro!
Il mio consiglio è quello di non mollare mai, anche se gli ostacoli sono alti e un altro  consiglio è quello di non permettere a nessuno di spezzarvi le ali!

DOTT.SSA GIULIA MERLI

PSICOLOGA

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