Psicoterapia e Psichiatria

Ho un radar per le per le relazioni sbagliate…

Ho un radar per le per le relazioni sbagliate

Perché continuo a sbagliare relazione?”; “Perché non faccio quello che mi fa bene?”; “Il mio amore lo cambierà…”.

L’opera della psicoanalisi si interroga sul perché l’essere umano non riesca sempre ad aspirare al piacere tenendo lontano il dispiacere. Oltre cento anno fa, Freud in “Al di là del principio di piacere” spiegò il concetto secondo il quale possiamo farci lo sgambetto da soli nella ricerca del benessere.

Molte richieste di intraprendere un percorso psicoterapeutico nascono proprio sul desiderio di comprendere qualcosa che sfugge, ma che condiziona negativamente la vita impedendo la realizzazione del benessere.

L’attraversamento del fantasma masochistico è un passaggio essenziale per rendere possibile il cambiamento. L’insistenza su dinamiche relazionali disfunzionali, nella pratica clinica, ci fa ipotizzare che siamo di fronte ad una probabile coazione a ripetere ed è opportuno valutare in che modo la relazione attuale del/della paziente è simile a quelle avute in passato.
Se, all’interno dell’attuale relazione, il paziente sente di vivere dinamiche che gli sembrano familiari, prova frustrazione, risentimento o rabbia, non si sente amato, si percepisce come impotente o intrappolato, ma non riesce a cambiare, può essere che sia invischiato in modello patologico di condotta masochistica.

Secondo la letteratura uno stile di personalità masochistico/autodistruttivo antepone le necessità degli altri alle proprie, dà meno importanza ai propri bisogni. La persona tende a evitare esperienze piacevoli, preferendo situazioni o relazioni che la porteranno a soffrire.

Tutto ciò è convalidato dai seguenti tratti che possono essere presenti:

  • Ricercano persone e situazioni che causano delusione, risentimento, rabbia.
  • Vivono un senso di solitudine e mancanza di comprensione.
  • Cercano di sabotare gli altrui tentativi di aiutarle.
  • Adottano modalità cognitive, emotive e comportamentali sbagliate rispetto agli eventi positivi.
  • Attuano modalità aggressivo-passive e poi si sentono feriti e non compresi.
  • Aiutano gli altri ma fanno fatica ad aiutare se stesse/i.
  • Non riescono a realizzare i compiti fondamentali per i loro obiettivi personali, nonostante abbiano dimostrato di avere le capacità per farlo.
  • Si sacrificano in maniera eccessiva senza che venga loro richiesto.
  • Si coinvolgono e pensano di poter aiutare “situazioni disperate”.

I comportamenti descritti non si verificano solo quando la persona è depressa, ma la depressione può essere conseguenza dei vissuti emotivi e frequentemente associata ad umore instabile ed ansia.

DOTT. GIAMPIERO FIORINI

PSICOLOGO, PSICOTERAPEUTA, PSICANALISTA
Esperto in psicodiagnostica clinica e forense