Psicoterapia e Psichiatria

Diritti dell’Infanzia e Adolescenza: ma nella vita di tutti i giorni, come li traduciamo?

Diritti dell’Infanzia e Adolescenza
In occasione del 20 novembre, Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, credo che siano diversi gli aspetti su cui noi adulti, caregivers e genitori siamo portati a riflettere e che apparentemente possono apparirci scontati, ma spesso non di facile applicazione.
Il diritto all’educazione, alla protezione ed al rispetto sono fondamentali e si intrecciano con il diritto alla salute il quale mi dà la possibilità di intraprendere una riflessione partendo da un ambito a me molto caro e ricco di esperienze professionali ed umane che è quello ospedaliero, in cui tanti aspetti emotivi e comportamentali dei nostri piccoli fanno capolino con forza e prepotenza, costringendoci a confrontarci inesorabilmente con alcuni aspetti:
“ 7. Il bambino ha diritto ad essere informato sulle proprie condizioni di salute e sulle procedure a cui verrà sottoposto, con un linguaggio comprensibile ed adeguato al suo sviluppo ed alla sua maturazione.
Ha diritto ad esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa.
 
10. Il bambino ha diritto a manifestare il proprio disagio e la propria sofferenza.
Ha diritto ad essere sottoposto agli interventi meno invasivi e dolorosi..”
(Carta dei diritti del bambino in ospedale)
Già da queste poche frasi ci rendiamo conto di quanto sia difficile interfacciarci con questi diritti, soprattutto in un ambiente così reattivo e coinvolgente come quello ospedaliero, con le sue dinamiche spesso fatte di aspetti contraddittori che hanno a che fare con urgenza, dolore fisico, solitudine, aspettative e speranze, uniti a grandi paure.
Ma partendo dalla quotidianità…quanto tempo e cura dedichiamo ai nostri bambini, ogni giorno, per spiegare loro cosa sta succedendo in famiglia, a partire da piccoli aspetti della routine fino ad arrivare ai grandi temi della malattia o della morte di parenti stretti, a loro vicini?
Li accompagniamo, diamo loro la mano addentrandoci, insieme, nelle vicende anche più precarie che possono capitarci ma che fanno parte della vita?
Quante volte prendiamo (spesso per fretta) decisioni al loro posto, senza interpellarli, quando magari ci illuminerebbero con un punto di vista interessante che non avevamo considerato? Proviamo a farlo esprimere liberamente circa le attività ed esperienze che lo riguardano o in cui vorremmo coinvolgerlo!
…e quanto siamo disposti ad accettare le loro manifestazione di sofferenza, quando non ci sembrano in linea con le modalità che a NOSTRO parere dovrebbero manifestare?
Magari la loro rabbia ed apparente irrequietezza, talvolta, possono nascondere tristezza o grandi paure che non trovano altro modo per essere canalizzate: ma non sono capricci.
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa
Se con me tu impari, resta

Bruno Tognolini

Buoni diritti ed esperienze a tutti noi!

Dott.ssa Sara Fiorino - Psicologa a Reggio Emilia

DOTT.SSA SARA FIORINI

PSICOLOGA

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