Scuola

Bambini, genitori e compiti: quando la scuola diventa un tabu’

Bambini, genitori e compiti_ quando la scuola diventa un tabu’

Sempre più frequenti sono i confronti con le famiglie che riferiscono di vivere la scuola dei figli e in particolare i loro compiti, come un momento difficile da gestire all’interno della giornata.

Infatti, soprattutto alla scuola primaria (o elementare qualsivoglia) i genitori affiancano, supportano e aiutano i bambini nello svolgimento dei compiti assegnati loro per casa, ritrovandosi, poi, a passare interi pomeriggi ad affrontare questioni spinose. “Spinose”, sì! È il termine che meglio raffigura la dinamica che spesso si viene a creare: i bambini non hanno voglia di fare i compiti, magari perché stanchi e, i genitori, li spronano ad andare avanti, cercando di ottimizzare i tempi.

Ne consegue una discussione.

Per quanto sia importante il supporto e l’aiuto genitoriale nello svolgimento dei compiti (specie all’inizio del percorso scolastico quando il bambino non è ancora autonomo), è altrettanto importante permettere al bambino di sperimentarsi ed essere in grado di gestirsi da solo.
Se il bambino non diventa autonomo e necessita sempre del sostegno di un genitore, questo può portare a discussioni importanti all’interno della famiglia, generate anche dalla frustrazione e dall’empasse che si crea.

Si vuole (e si deve) evitare, quindi, che il tema “scuola” e “compiti” non diventino l’unico argomento di conversazione. Si vuole evitare che tutto ruoti attorno alla scuola (compiti, voti, giudizi ecc…) e che non si crei quella sorta di conflitto familiare, per cui il genitore che solitamente aiuta nello svolgimento dei compiti, venga visto come quello “bacchettone” e rigido.

Naturalmente non tutte le dinamiche familiari sono così ma queste sono sempre più frequenti.

E allora cosa fare per evitarlo?

Rivolgersi a un professionista esperto che possa aiutare lo studente a diventare autonomo e che non corra il rischio di essere invischiato in una dinamica familiare, in quanto estraneo, permetterà di tenere la giusta distanza dal tema “scuola” e contribuirà allo sviluppo di un equilibrio familiare più stabile.

Inoltre, il vantaggio di rivolgersi a un esperto, quale il pedagogista, è di poter sperimentare più strategie di studio e trovare quella più adeguata. Infatti, il pedagogista non aiuta tanto nello svolgere i compiti, quanto a trovare una metodologia e degli strumenti efficaci, che permettano allo studente di vivere più serenamente la scuola e i compiti.

Se ti ritrovi in quanto scritto e vuoi un confronto per come migliorare l’equilibrio familiare, contattami pure e insieme troveremo la strategia più adatta!

Dott.ssa Giulia Esposito - Psicopedagogista a Reggio Emilia

DOTT.SSA GIULIA ESPOSITO

PSICOPEDAGOGISTA